Il Vesuvio conserva energia dal 1631. La camera magmatica, che contiene polveri vulcaniche e rocce fuse a 2000 gradi di temperatura, è di circa cinque chilometri cubi.

Il Vesuvio visto da Corbara, panorama sulle città di Pompei, Scafati, Angri, Torre Annunziata...

Il Vesuvio è tra i vulcani più studiati e tenuti sotto controllo nel mondo, se un giorno il magma dovesse fuoriuscire è quasi impossibile che l'eruzione non possa essere prevista con anticipo. Oggi il condotto principale è ostruito dal magma raffreddatosi dopo l'eruzione del 1944, gli scienziati stanno definendo con precisione dove si trova la camera magmatica che sta via via riempendosi di lava e di gas. Una sofisticata strumentazione sta tenendo sotto controllo ogni più piccolo movimento del magma gas, composizione chimica delle acque sorgive, microterremoti e variazioni del livello del suolo sono costantemente analizzati da computer. Quando il magma verrà a giorno si cercherà la strada creando fratture che saranno sorgenti di numerosi sciami di terremoti, il loro studio permetterà di capire a quale profondità si troverà via via nel tempo la lava in risalita, non è detto che quest'ultima esca dal condotto principale, essa infatti potrebbe aprirsi la strada da uno dei versanti del vulcano. Tutto ciò comunque non deve far pensare che il Vesuvio sia un mostro addomesticato, c'è chi sostiene infatti che potrebbe anche risvegliarsi con modalità imprevedibili, magari con periodi di preallarme così lunghi che dopo un certo tempo non verranno più considerati pericolosi dalla popolazione. Queste ricerche, questi studi, porteranno gli scienziati a prevedere con sempre maggior precisione le eruzioni, salvando in tal modo la vita di migliaia di persone.

Le strategie del piano di emergenza Vesuvio, comprendono all'occorrenza l'allontanamento spontaneo della popolazione durante la fase di pre-allarme. In caso di allarme invece, sia la popolazione che i soccorritori devono obbligatoriamente lasciare la zona rossa. I comuni della zona rossa Vesuvio sono 25 per un totale di circa 700.000 gli abitanti. Il numero di veicoli assommano a 380.000. Qualora dovesse rendersi necessario la proclamazione dello stato di allarme, le autorità regionali campane hanno calcolato in 72 ore il tempo necessario per allontanare l'intera popolazione a rischio secondo questo crono programma: 12 ore per organizzarsi; 48 per allontanare popolazione e soccorritori dalla zona rossa, e le rimanenti 12 ore rappresenterebbero un margine di sicurezza per gli imprevisti.


Al Vesuvio sono installati strumenti per il monitoraggio continuo della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle emissioni di gas dal suolo e dalle fumarole. Inoltre si effettuano periodiche campagne per la misura di particolari parametri geofisici e geochimici.
I dati prodotti dagli strumenti in continuo e dalle campagne di misura sono analizzati da sistemi automatici e controllati dai ricercatori dei diversi settori.
I risultati delle analisi non evidenziano variazioni significative nello stato di attività del vulcano.

Si riportano di seguito i gemellaggi tra i 25 Comuni della zona rossa e le Regioni e Province Autonome.

Regione/Provincia Autonoma Comune
Piemonte Portici
Valle d'Aosta Nola
Liguria Cercola
Lombardia Torre del Greco
Somma Vesuviana
Province Autonome di Trento e Bolzano Pollena Trocchia
Veneto San Giuseppe Vesuviano
Sant'Anastasia
Pomigliano d'Arco (enclave nel territorio di Sant'Anastasia)
Friuli Venezia Giulia Palma Campania
Emilia Romagna Ercolano
Toscana San Giorgio a Cremano
Umbria San Gennaro Vesuviano
Marche Poggiomarino
Lazio Ottaviano
Napoli (parte della circoscrizione di Barra - Ponticelli - San Giovanni a Teduccio)
Abruzzo Terzigno
Molise Massa di Somma
Puglia Torre Annunziata
San Sebastiano del Vesuvio
Basilicata Boscotrecase
Calabria Boscoreale
Sicilia Scafati
Trecase
Sardegna Pompei


Piano di emergenza in caso di eruzione elaborato dalla protezione civile:
http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_pde.wp?contentId=PDE12771

Aggiornamento del Piano nazionale di emergenza per il Vesuvio (gennaio 2013)

Aggiornamento del Piano nazionale di emergenza per il Vesuvio (febbraio 2014)