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Eruzione del Vesuvio vista dalla stazione ferroviaria di Napoli Piazza Garibaldi (1944)

Paese bandiera Italia
Regione Stemma Campania
Provincia stemma Napoli
Altezza 1281 m s.l.m.
Catena Appennini
∅ Cratere 700 m
Prima eruzione 79 d.C. (datazione incerta per quelle precedenti)
Ultima eruzione 1944
Coordinate 40°49′18″N 14°25′34″E

Date delle eruzioni

Dopo l'eruzione del 79 - che fu l'ultima delle eruzioni "pliniane" ed anche la prima dei tempi storici-, il Vesuvio ha avuto innumerevoli eruzioni, di svariati tipi, qui sotto cronologicamente elencate:

Eruzioni esplosive
  • 203, 472, 512, 685, 968, 999, 1680, 1682, 1685, 1689.
Eruzioni effusive
  • 1717, 1725, 1728, 1730, 1751, 1752, 1755, 1771, 1776, 1785, 1805, 1810, 1812, 1813, 1817, 1820, 1831, 1855, 1858, 1867, 1868, 1871, 1884, 1891, 1895, 1899, 1929.
Eruzioni effusivo-esplosive
  • 1036, 1068, 1078, 1139, 1631, 1649, 1660, 1694, 1698, 1707, 1714, 1723, 1737, 1761, 1767, 1779, 1794, 1822, 1834, 1839, 1850, 1861, 1872, 1906, 1944.
Eruzioni dubbie[13][14]
  • 787, 991, 993, 1007, 1305, 1500.

700.000 circa gli abitanti complessivi dei centri ai piedi del Vesuvio

600.000 i visitatori annui del cratere del Vesuvio

356.299 gli abitanti dei Comuni del Parco

101.361 gli abitanti di Torre del Greco, il comune più grande del Parco

8.482 gli ettari di superficie del Parco Nazionale del Vesuvio

5.492 gli abitanti di Massa di Somma

1.281 metri l' altezza del Vesuvio

1.132 metri l' altezza del Monte Somma

1.005 gli ettari di superficie della Riserva Naturale dello Stato Tirone-Alto Vesuvio

906 le piante descritte nel Parco

230 i minerali del Vesuvio

190 metri la quota di Ottaviano, il centro più elevato del Parco

150 le specie di uccelli

121 le ville vesuviane del Settecento

70 circa le varietà di albicocche coltivate nella zona

38 metri la quota di Torre del Greco, il centro più basso del Parco

30 le specie di mammiferi

23 le specie di orchidee spontanee

18 gli endemismi vegetali

13 i comuni del Parco: Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena-Trocchia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco, Trecase

12 le specie di rettili e anfibi

10 circa i vitigni caratteristici del Vesuvio

2 i vini doc: Vesuvio e Lachryma Christi

Fonte dati: Wikipedia

Variazioni delle altezze dal 1845 al 1858

Profili del Vesuvio

Mappa delle direzioni della lava dal 1631 al 1831

Colate laviche del vesuvio

16.12.1631
subpliniana
Bocche alla base del Cono. Flussi in tutte le direzioni, specialmente a W e S. Il vulcano si abbassa di circa 480 m, si forma la caldera del Vesuvio. I lahar arrivano fino al mare variando la linea di costa
28.11-14.01
1649-1650
esplosiva
3. 07.1660
esplosiva
Caduta di cenere verso NE
23/30.03.1680
esplosiva
Emissione di zampilli di lava fluida a notevole altezza dalla bocca di emissione.
12/22.08.1682
esplosiva
Fontane di lava. Incendi. Caduta di piroclastiti su Torre del Greco e Ottaviano
26.09/04.10.1685
esplosiva
Emissione di zampilli di lava fluida a notevole altezza dalla bocca di emissione. Il cono cresce molto.
17.11/15.12.1689
esplosiva
Lava all'interno della caldera del Vesuvio. Il Cono cresce di 66 m.
vesuvio 1964 13.04.1694
effusiva
Lave ad W e SE (Torre del Greco, Ercolano, S. Giorgio a Cremano e Boscotrecase). Distruzioni. Tentativo di deviare la colata di lava. Per la prima volta dal 1631 le lave scorrono al di sotto dell'orlo della caldera verso le falde del vulcano.
25.05.1698
effusiva-esplosiva
Danni per caduta di cenere a Boscotrecase, Torre Annunziata, Ottaviano
1/15.07.1701
effusiva
Lava a SE (Boscotrecase, Ottaviano).
28.07/13.08.1707
effusiva-esplosiva
Lava ad W e SE. Caduta abbondante di piroclasti a Torre del Greco, Striano, Scafati e Boscotrecase. Danni alle coltivazioni. Feriti. Costruzione dell'edicola di S. Gennaro a S. Caterina a Formiello (Porta Capuana).
6/16.01;15/30.06
1714
effusiva-esplosiva
Lave verso SW, SE (sulla colata del 1701), N e NE. Danni a Ottaviano, Somma V. S. Anastasia, Torre Annunziata e Boscotrecase.
6/18.06;22.12.1717
effusiva
Lava a SE (sopra la colata del 1714) e SW. Danni alle coltivazioni di viti a Trecase ed intorno ai Camaldoli. Tre bocche attive sulla piattaforma craterica.
28.06/04.07.1723
effusiva-esplosiva
Lave verso E e SE. Danni alle coltivazioni per la caduta di lapilli a Ottaviano, Nola, Palma C., Sarno, Gragnano, Nocera e Castellamare. Piroclastiti fino al Vallo di Diano.
16.01.725
effusiva
Le lave formano cupole nell'Atrio. Il Vesuvio cambia aspetto.
1727-1728
effusiva
Si forma una cupola sul versante di Torre del Greco.
1730
effusiva
Taglio dei boschi per evitare il propagarsi degli incendi. Le fontane di lava innalzano notevolmente la cima del vulcano e la rendono più acclive.
20.05.1737
effusiva-esplosiva
Un flusso di lava invade Torre del Greco; caduta di cenere e lahar
27.10.1751
25.02.1752
effusiva
Bocche a S nell'Atrio dalla sutura del 1631. Lave verso Boscoreale, Boscotrecase, Torre Annunziata e Ottaviano. Lave circa 10 volte più abbondanti del 1737. La lava del 25/10 verso SE percorre 4 miglia in 6 ore.
02.12.1754
17.03.1755
effusiva
Bocche a S nell'Atrio dalla sutura del 1631. Lave verso Bosco di Ottaviano, Boscoreale e Boscotrecase (in parte sulle lave del 1737). Ingenti danni alle coltivazioni.
23.12.1760
05.01.1761
effusiva-esplosiva
Apertura di bocche laterali sul fianco S (150 m slm); un flusso di lava verso T.Annunziata
19/27.10.1767
effusiva-esplosiva
Due flussi di lava verso T.Annunziata. e S. Giorgio a Cremano
01/11.05.1771
effusiva
Colata di Lava a SW verso Ercolano e S. Giorgio a Cremano. Alla fine dell'eruzione il Vesuvio è più alto di prima. Si forma un piccolo cratere.
1773/1776
effusiva
Lave nel Canale dell'Arena (1774) e nel Fosso della Vetrana (1775-76). Eruttate 20 milioni di mc di lave dal 1770 al 1776.
8.08.1779
esplosiva
Lave ad W. Enorme quantità di piroclastiti a NNE e nell'Atrio che nel Vallone della Vetrana viene sollevato di 75 m. Cenere e proietti su Ottaviano. Notevolissime fontane di lava che superano l'altezza di 4 km.
1785
effusiva
Lave a NW una lingua sorpassa il Fosso del Faraone, un'altra distrugge il Romitorio della Vetrana.
15.06.1794
effusiva-explosiva
Apertura di bocche a SO (470 m slm); un flusso di lava Torre del Greco
15.08/05.10.1804
effusiva
Lava a SW attorno ai Camaldoli tra Torre del Greco e Torre Annunziata. Danni alle colture.
13.02/12.08.1805
effusiva
Lava a SW (sopra la colata del 1804) in direzione dell'Epitaffio (Torre del Greco). Uno dei 5 rami raggiunge il mare in circa 4 ore in corrispondenza della cosiddetta Torre Scassata (Torre Annunziata).
31.05/05.06.1806
effusiva
Lava a SW (Camaldoli). Fontane di lava.
11.09.1810
effusiva
Bocche alla sutura del 1631. Lave a W, SE verso Ercolano, Boscotrecase ed Ottaviano. Danni ai campi coltivati.
1/4.01.1812
effusiva
Lava ad W verso Torre del Greco.
25/27.12.1813
effusiva
Lava a W, attraversa il Fosso Bianco in direzione di Torre del Greco.
22/26.12.1817
effusiva
Lava a SE verso il Mauro di Ottaviano si ferma a poche decine di metri dalla strada Torre Annunziata-Ottaviano.
01.12.1819
31.05.1820
effusiva
Lava da 6 bocche sul versante NW del Gran Cono. Nel gennaio 1820 nuova frattura ad W e lava verso il Colle del Salvatore.
22.10.1822
effusiva-esplosiva
Due flussi di lava verso T. del Greco e Boscotrecase
14.08.1831
2.12.1832
effusiva
Terremoto il 14 agosto ed emissione intracraterica. Lave a SE verso Bosco (20/8); a SSE (20/9-fine 1931); verso Torre del Greco (20/11), Ercolano (25/12), Boscotrecase e Piano delle Ginestre (27/2), Ottaviano ed Eremo (23/7); verso W (8/8); verso Bosco (ottobre-15/11); verso Torre del Greco (16-23/12).
23.08.1834
effusiva-esplosiva
Lava a SE tra Boscoreale ed Ottaviano. Distrutto il borgo di Caposecchi e di S. Giovanni (800 persone senzatetto).Un flusso di lava verso Poggiomarino
1/5.01.1839
effusiva-esplosiva
Formazione di un piccolo cratere profondo 285 m. Lave a SW (sopra la colata del 1767 e del 1810) e SE verso Boscotrecase ed Ercolano. Boscotrecase e Castellamare coperti da uno strato di scorie. Danni per caduta di lapilli.
05.02/02.03.1850
effusiva-esplosiva
Lava a SE verso Boscroreale (in parte sopra e accanto alla colata del 1834) lunga circa 9 km. Danni alle colture a Torre Annunziata ed Ottaviano. Forte attività esplosiva. Il cratere si innalza di diverse decine di metri.
01/28.05.1855
effusiva
Bocche sul versante N tra 898 e 1068 m s.l.m. Colata a NW verso S. Sebastiano, Massa e le Novelle di S. Vito. Distruzione di case e danni alle colture.
27.05.1858
10.04.1861
effusiva
Bocche nell'Atrio. Apertura di 6 fenditure tra la base del Gran Cono e l'Atrio. La lava emessa dalla IV fenditura riempie il Fosso Grande e scende fin quasi a S. Vito (Ercolano). Ingrottamento delle lave nel Piano delle Ginestre.
8/10.12.1861
effusiva-esplosiva
Bocche nel rione Montedoro tra 300 e 218 m s.l.m., poco più a valle di quelle del 1794. Lava ad W a monte di Torre del Greco dove si rilevano distruzioni e crolli (rione Capotorre). Sollevamento del suolo prima dell'eruzione.
13.11.1867
15.01.1868
effusiva
Lave nell'Atrio ad E e W presso Crocelle e presso le bocche del 1794.
15/30.11.1868
effusiva
Lava a NW attraverso il Fosso del Faraone verso Novelle di S. Vito e Cercola. Gravi danni alle colture.
13.01/05.11.1871
effusiva
Ingrottamento di lave fluide e veloci nell'Atrio della Vetrana fino ai Canteroni in corrispondenza dell'Osservatorio Vesuviano. Il 13 gennaio si forma un conetto sul bordo N del cratere che rimane attivo fino all'eruzione dell'aprile 1872.
24.04/02.05.1872
effusiva-esplosiva
Lava verso NW. Una colata attraversa l'Atrio, supera il Fosso del Faraone e discende verso Cercola, invade S. Sebastiano e Massa di Somma. Danni ingenti, 9 morti. Si forma un cratere di 250 m di diametro. Forte eruzione.
12.1881/03.1884
effusiva
Dosso di lava sul fianco SE del Gran Cono.
07.06.1891
03.02.1894
effusiva
Frattura a N del Gran Cono. Bocche tra i 825 e 850 m s.l.m. (sutura del 1631). Le lave a N nell'Atrio formano il Colle Margherita, una cupola alta 135 m.
03.07.1895
07.09.1899
effusiva
Frattura a NW del Gran Cono. Bocche intorno ai 750 m s.l.m. (sutura del 1631). Le lave a NW nell'Atrio formano il Colle Umberto, una cupola alta 160 m.
1903/1904 Le lave a E nella Valle dell'Inferno formano una cupola alta 50 m che contribuisce notevolmente a sollevare il livello dell'Atrio.
4/22.04.1906
effusiva-esplosiva
Danni a Torre Annunziata. Boscotrecase invasa. Distruzioni ad Ottaviano e S. Giuseppe Vesuviano. 227 morti (11 a Napoli per il crollo del mercato di Monteoliveto). Danni alle colture. Il vulcano si abbassa notevolmente lasciando un grande cratere, che si riempie completamente durante l'attività stromboliana del luglio 1913. La più forte eruzione del secolo.
4/10.06.1929
effusiva-esplosiva
Lave ad E verso Terzigno (Pagani e Campitelli) e, più a S, attraverso il burrone della Cupaccia, verso le lave del Mauro (1751 e 1754) e dei Caposecchi (1834). Distruzione di case e campi coltivati. Notevoli fontane di lava. Crollo del conetto.
1929/1944
effusiva
Emissioni lente. Lave nell'Atrio.
18.03.1944
effusiva-esplosiva
Un flusso di lava invade Massa e S.Sebastiano

Dati rilevati da Fisica del Vulcanismo

Le informazioni riportate sono tratte da:
- A. Nazzaro; 1997. Il Vesuvio Storia eruttiva e teorie vulcanologiche. Liguori Editore.
- Scandone R, Giacomelli L and Gasparini; 1993. Mount Vesuvius: 2000 years of volcanological observations. Journal of Volcanology and Geothermal Research 58: 5-25.

Il Vesuvio, è un raro esempio di "vulcano a recinto": il cono è circondato da un cratere molto più antico che aveva una circonferenza lunga circa 11 km.

Vesuvio, visto da Castellammare di Stabia (Foto: Tiberio Gracco 2018)
Nell'Eocene il monte era un'isola circondata dal mare, solo nel Pliocene si saldò alla terra ferma e si stima che allora raggiungesse l'altezza di ben 2300 m; attualmente il Gran Cono, la sua cima, è alto 1281 m e il cratere misura circa 1500 m di circonferenza.
Il 24 agosto del 79 d.C. è la data della sua prima eruzione in epoca storica. Abbiamo il resoconto di quei terribili giorni nella lettera che Plinio il Giovane scrisse a Tacito.
Pompei e Stabia furono distrutte e sepolte sotto un manto di lapilli e cenere, Ercolano fu sommersa da un fiume di fango.Nei dodici secoli che seguirono la distruzione di Pompei il Vesuvio ha avuto altre undici eruzioni. L'eruzione del 1139 fu particolarmente violenta. Seguì un lungo periodo di stasi durante il quale il vulcano si ricoprì di vegetazione fino alla cima. Il Vesuvio rientrò in attività nel 1631: morirono oltre 3000 persone e il fumo oscurò il cielo fino al golfo di Taranto per diversi giorni. Da allora si susseguirono numerose eruzioni, tra le più significative ricordiamo quelle del 1694, 1767, 1794 (che rase al suolo Torre del Greco), 1872 e 1906. L'ultima eruzione è stata nel 1944.
Il vulcano attualmente è in stato di quiete.

L'eruzione del 79 d.C. che distrusse Ercolano e Pompei si verificò dopo un periodo di lunghissima stasi, al punto che in quegli anni la popolazione del luogo non riconosceva più il Vesuvio come vulcano ma come semplice monte, come si può osservare nel dipinto dell'epoca rinvenuto a Pompei. Il Vesuvio appartiene a quella categoria di vulcani chiamati "vulcani grigi" per il tipo di materiale che emettono quando entrano in attività, sono i gas e le ceneri ad uscire in abbondanza e con violenza obbligando ad una fuga precipitosa e spesso senza speranza chi vive nel raggio di decine se non centinaia di chilometri dal cono vulcanico. Le lave, in questo tipo di eruzione, sono di secondaria importanza e di solito seguono dopo giorni o settimane i gas ed i lapilli. Caratteristiche di queste eruzioni sono le nubi ardenti: si tratta di gas e materiali vari tanto pesanti da non riuscire a salire verso il cielo e dunque costretti a percorrere i fianchi del vulcano anche a 150 kmh, sfondando ed incenerendo qualunque ostacolo incontrino sul loro percorso. Il materiale più leggero riesce a salire verso l'alto rimanendo in sospensione nell'atmosfera così da creare una notte innaturale che può prolungarsi per giorni interi, il materiale poi ricade sotto aspetto di pioggia infernale. Attualmente l'area vesuviana conta milioni di abitanti, una eruzione potrebbe causarne la morte di centinaia di migliaia. Durante l'eruzione del 1631, la barriera naturale del monte Somma, uno ostacolo sulla via della nube ardente alto ben 250 metri, riuscì a malapena a salvare i centri abitati a Nord del Vesuvio.

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